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Museo PAC (Pie Artigiane Cristiane)

Aperto su prenotazione – Lucilla: 328 0526028

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L’offerta culturale del paese di Candelara si arricchisce: oltre alla pieve tardo gotica, la sala del Capitano che conserva il meccanismo funzionante dell’orologio settecentesco (che da cinque anni è diventata sede di una rassegna d’arte contemporanea), i turisti a Candelara potranno visitare il “PAC Museo Arte Tessile, ricamo, taglio e cucito”. Il museo è stato allestito al piano terra della sede del sodalizio “Pie Artigiane Cristiane”. Questo istituto di suore laiche è stato fondato nel 1928 nel vicino paese di Novilara dal parroco (mons. Terenzio Cecchini) e da due giovani parrocchiane (Elvira Bartolucci e Annetta Talevi).

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La sede di Candelara invece è stata istituita nel novembre 1942 per volontà di mons. Elio Franca; dopo di lui il progetto è stato sostenuto e proseguito da mons. Nicola Alegi. Benefattrice dell’opera è stata la prof.ssa Egizia Bazzicaluppi Bargossi. Ancor oggi il Pio Sodalizio sopravvive nella sede madre di Novilara e tre sono le componenti superstiti della comunità. Il pio sodalizio nasce con l’intento di insegnare un mestiere alle giovani delle parrocchie di Candelara e Novilara scongiurando loro di doversi spostare in città per trovare un lavoro. La città a quei tempi era ritenuta un luogo pericoloso e le scuole parrocchiali permettevano alle ragazze di restare vicino a casa.

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Tutte le allieve di questa scuola hanno affermato l’importanza di essa, perché permetteva loro di imparare un mestiere, di farsi il corredo e di avere prima un contratto di apprendistato e poi la possibilità di intraprendere un lavoro grazie al quale oggi percepiscono una pensione. Le ragazze potevano scegliere tre percorsi formativi: imparare l’arte della tessitura, del ricamo o del taglio e cucito. La Pro Loco di Candelara, dal 2012, ha iniziato uno studio metodico di questa esperienza. Nel novembre e dicembre 2014 è riuscita a riaprire al pubblico in maniera temporanea i locali dell’ex-laboratorio di tessitura di Candelara, che, nonostante sia rimasto chiuso da vent’anni, è rimasto intatto. Nel 2015 tra la Pro Loco ed il Pio Sodalizio è stato siglato un accordo biennale di gestione dell’ex-laboratorio di Candelara.

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La sezione arte tessile

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Nella sezione dell’arte tessile tutto è rimasto intatto: nella sala sono esposti sei telai per la lavorazione delle coperte e dei tappeti in lana e anche un telaio antico per la lavorazione dei filati di canapa, cotone, lino e lana, che era tipica del laboratorio di Novilara. L’ordito è già steso sui telai, pronto per ricevere la trama. Volendo le donne di Candelara, che conservano l’antica arte, potrebbero riprendere la produzione di nuovi manufatti: infatti, i disegni sono conservati e catalogati (circa 1.000 fogli) per essere mostrati ai clienti e nel magazzino è conservata la lana con le sue tante tonalità nelle balle pronte per essere cardate.

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Purtroppo la sezione di ricamo, taglio e cucito è stata smantellata. È stata però ricostruita utilizzando due macchine da cucire industriali presenti, a questa si aggiunge una storica a pedale. In mostra alcuni manufatti, progetti e disegni decorativi. Per il taglio e cucito si utilizzava il metodo “Fides”. All’interno una interessante campionatura di bottoni, rocchetti di fili, matasse di filo di lana, forbici dalle dimensioni e forme più svariate che raccontano il sapiente lavoro svolto in questo laboratorio. Sulle pareti si conservano ancor oggi immagini sacre e foto dei pontefici che ricordano la gestione religiosa del luogo. Ma anche tanti diplomi e medaglie conseguiti durante l’attività lavorativa per la bellezza dei manufatti ottenuti. Le suore fondatrici si erano formate professionalmente in un istituto religioso a Bellinzona, in Svizzera.

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Un piccolo angolo è dedicato all’eclettica professoressa di calligrafia e benefattrice Egizia Bazzicaluppi, che è stata l’anima creativa dell’opera: sono suoi i disegni decorativi per i manufatti prodotti. Il motivo classico del pio sodalizio è quello a grandi fiori; inoltre c’è un’interessante produzione di motivi informali ed astratti. In mostra ci sono anche alcuni dei suoi dipinti (amava la pittura e produceva tantissimo), disegni a china, disegni architettonici, ceramiche e merletti.

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È stata la vera imprenditrice del laboratorio che ha fatto conoscere i suoi manufatti in tutt’Italia e all’estero (è stata ritrovata una commessa in Giappone). Donna di grande cultura e raffinatezza, dagli armadi che conservano ancora tutti i suoi vestiti sono esposti alcuni suoi eleganti abiti, con camicette impreziosite da ricami minuti! E naturalmente non possono mancare particolari cappelli, borse ed ombrelli, complementi irrinunciabili per una signora inconfondibile come Egizia.
Il Museo si completa con una selezione di foto storiche della vita lavorativa e sociale delle ragazze ed una postazione multimediale dove è possibile vedere il dvd che racconta la storia del laboratorio ricostruita dal giovane regista Adriano Razzi e un archivio digitale dei disegni e immagini delle ragazze che hanno fatto la storia di questo “Pio Sodalizio”.

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